Semplicità di funzionamento, lunga durata operativa, costruzione robusta, prontezza di scarico: sono solo alcune delle caratteristiche degli scaricatori di condensa termodinamici che li rendono la scelta migliore per il drenaggio di linea. Vediamo allora come funzionano queste apparecchiature e quali sono i vantaggi e le limitazioni relative al loro impiego.

Gli scaricatori di condensa termodinamici sono caratterizzati dal movimento dell’otturatore a disco nella camera in cui alloggia. La pressione fa sollevare il disco e la condensa fuoriesce dalla sede. Non appena la condensa rievapora e/o arriva vapore, il disco viene premuto sulla sede e chiude perché, per effetto dinamico, sorgono una pressione statica nella camera superiore e una depressione immediatamente sotto il disco. La successiva condensazione del vapore, accelerata dalla presenza di condensa e la relativa diminuzione di pressione nella camera, provoca il risollevamento del disco e, quindi, l’inizio di un nuovo ciclo di scarico.

Principali vantaggi: scarico pronto e tenuta ottima; scarico della condensa a temperatura prossima a quella del vapore, che garantisce la massima efficienza d’impianto; una sola parte in movimento, l’otturatore a disco, assicura l’affidabilità nel funzionamento e la manutenzione ridotta al minimo; dispositivo compatto e leggero, riduce i costi d’installazione; vita meccanica estesa, grazie all’otturatore a disco e la sede in acciaio temprato; un singolo scaricatore copre un’ampia gamma di pressioni d’esercizio, facilitandone la scelta e l’eventuale sostituzione; protezioni isolanti opzionali sono disponibili per condizioni ambientali severe quali le basse temperature o l’elevata umidità; sono utilizzabili con alte pressioni e vapore surriscaldato e sono resistenti ai colpi d’ariete o alle vibrazioni.

Principali limitazioni: impossibilità d’impiego con contropressioni superiori all’80% della pressione d’ingresso (50% per modelli ad alta pressione) e con basse pressioni d’esercizio; scarsa adattabilità alla termoregolazione; scarico rumoroso; possibilità di bloccaggio in determinate condizioni per effetto di aria e/o gas, a meno che non si ricorra ad apposite versioni.

Funzionamento

Sapendo che l’umidità dell’acqua è parte dell’aria atmosferica, la condensa nei sistemi ad aria compressa non può essere evitata. Durante il processo di compressione l’aria viene riscaldata mentre si raffredda mentre passa attraverso i tubi, le valvole e le tubazioni. Quando si avvicina alla temperatura ambiente, il vapore si condensa a liquido e può essere rimosso meccanicamente. Mentre l’aria si raffredda ulteriormente, è presente più condensa. L’umidità dell’acqua non è l’unica sostanza indesiderata. Ci sono anche altri inquinanti in aria compressa: olio lubrificante trasportato da compressori d’aria lubrificati a olio, gas atmosferici corrosivi inalati dal compressore d’aria, aerosol e vapori, particelle solide e ruggine dal sistema di tubi e recipienti a pressione e particelle solide estratte dall’aria dal compressore. È molto importante rimuovere la maggior parte delle impurità dall’aria compressa. I separatori di condensa a ciclone usano il movimento centrifugo per dividere/separare la condensa dall’aria compressa. La rotazione provoca il flusso e l’unione del condensato sbattendo a parete del corpo separatore centrifugo. La condensa viene rimossa dal sistema attraverso il condotto di scarico tramite lo scaricatore.